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Moja: La Storia

 

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Sussurro

 

 

 

 

Il testimone

 

 

 

 

Freschezza

 

Maria Rosa Giovenale "Moja"

 

Inizia giovanissima a creare con matite e pennelli. Negli anni esplora tecniche diverse: pastelli, acquerelli, olio, gessi, pittura su carta, tela, vetro, stoffa, mettendo la sua sensibilità e il suo amore per l'armonia delle forme, delle linee e della luce al servizio di progetti diversi.

 

Dopo una continua ricerca pittorica attraverso variegate modalità espressive, dal 2000 approda ai corsi del M° Antonio Carena, che imprimono una nuova maturità e leggerezza al suo modus operandi. Ha partecipato a mostre personali e collettive in Italia e all'estero (Provenza, Ungheria, Egitto) e a concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti fra cui: 1° premio al concorso nazionale “Anita Sham Kambli” di Collegno (2003); sette premi nazionali a Santhià (dal 2004 al 2009); 4° premio internazionale "M. Bernardi" (2006).

 

Suoi dipinti sono stati utilizzati come copertine di libri di narrativa ed uno è pubblicato in un libro di poesie. Dal 2003 espone alla mostra sociale della “Promotrice delle Belle Arti” di Torino. Sulle sue opere e sulla sua attività espositiva hanno scritto diversi critici d'arte ed esponenti della stampa.

 

Oggi propone uno stile unico e personale, ottenuto coniugando il graffito con colori ora evanescenti  ora materici, dove fiori, acque, rocce, cielo compongono atmosfere magiche e intriganti.

 

 

Percorso artistico:

- corsi di pittura ad olio - corso di modellaggio creta

- corsi di tecniche artistiche con materiali vari (polistirolo, cartapesta, ...)

- docente di laboratori di pittura; allestimento di scenografie e costumi

- pittura su stoffa (mostre anni 1991/92)

- corsi di pittura con il M° Antonio Carena (dal 2000 al 2009)

 

 

Dicono di lei:

 

"Moja allarga il respiro su impressioni corrusche di verdi, di gialli, di azzurri catturati come ultimi sprazzi di vegetazione residua; coglie il percetto con sguardo fugace e, con la rapidità che muove gli impulsi dei sentimenti, accenna a “forme amorfe” - ossimoro inconscio - di paesaggio.

Appare, in Moja, il timore che prossimamente, da un istante all’altro, la natura possa estinguersi senza speranza di rinascita, onde l’Artista, concitatamente, si affretta a fissare sulla tela la meraviglia che lo sguardo recepisce, nell’ansia che il dileguarsi del Creato possa essere più veloce della pennellata che rende la forma percepita. Si deduce da ciò la sensibilità della pittrice che si accosta al paesaggio con l’anelito di trattenere l’imminente dissolvimento del verde vegetale nella forsennata corsa alla rapina naturalistica.

Moja, con accenni di colore, con sintesi estrema di forma, quasi informale, con ampi campi di bianchi-luce suggerisce, più che rappresentare, situazioni, momenti e sentimenti, episodi e circostanze di una realtà non oggettuale ma interiore, quasi concettuale, se pur ricca di emozioni espresse nel concitato incedere pittorico.

Il gesto creativo, l’accenno sospeso, l’istantaneità della fattura esecutiva della pittura di Moja offrono allo spettatore apparizioni fugaci, temporanee e tuttavia compiute, delle scelte tematiche dell’artista in una variegata gamma di soluzioni autonome ma tutte coordinate in un racconto che è vita e storia di una natura in bilico fra lo sforzo di sopravvivenza e la minaccia di annientamento."  (Enzo Papa)

 

"Del linguaggio pittorico che tipicizza il modus operandi di Maria Rosa Giovenale, in arte MOJA, amerei esplicere, in quintessenza, che la sua fabbricità è l'equanime dimostramento dell'immaginazione che sostituisce il ricordo; pertanto, il continuismo del suo paesaggiare è discenditivo dalla scaturigine di una sintesi bastevole per trovare vie di agreabile comunicatività." (Antonio Carena)

 

“Maria Rosa Giovenale, in arte Moja, attraverso una tecnica articolata, bilancia le proprie impressioni attraverso un lavoro cromatico, senza contorni precisi ma nell’insieme più definito e “tagliato”, ricco di variazioni che si perdono maggiormente nel groviglio vegetale, nell’intreccio arboreo. E’ in questo senso si possono leggere le serie “Gialla”, densa di rami fioriti, e “Verde”, nella quale troviamo verdi splendenti predati, con una sorta di ansia, da cespugli e acque ombrose. Quando però è un semplice orizzonte ad ispirarla, come nella serie intitolata “Oltre”, espressamente dedicata a luoghi immaginari carichi di suggestioni, allora riacquista un’essenzialità che tuttavia mantiene certe travagliate pastosità.” (Adriano Olivieri)

"Moja affida ai suoi dipinti la visione di un universo come riassorbito dall'atmosfera, immerso in silenzi incommensurabili, permeato da un colore steso con una pennellata armoniosa." (Angelo Mistrangelo)

"Le vivide immagini di Moja evocano scenari appartenenti al fantastico. Mondi appartenenti a dimensioni oniriche, interiorizzati da noi tutti, si presentano su supporto pittorico in tutta la loro importanza e unicità. Un’arte davvero completa che riesce a stupire il fruitore, che racconta l’animo della sua creatrice mediante un linguaggio semplice e immediatamente comprensibile a tutti. Possiamo certamente affermare che Moja è una delle più valide interpreti della figurazione surreale dei nostri tempi, una personalità artistica dotata di un indiscusso talento e gusto cromatico, una vera poetessa del colore."    (Dino Marasà)

"Associa figurazione ad astrattismo in un gioco evocativo che richiama alla memoria, dai segreti recessi dei nostri sogni ancestrali, ricordi sfocati di un delicato paesaggio immaginario, creando un legame fra la realtà e la fantasia. Il segno raffinato e graffiante, ricco di velature e tonalità, tende a ricreare un'atmosfera particolare tutta personale: un luogo dell'esistere dove l'immaginazione prende il sopravvento sulla realtà, descrivendo paesaggi sospesi tra cielo e terra." (Marcello Salvati)

 

“Moja espone una serie di opere contestualizzate in periodi pittorici differenti. Un’evoluzione delineata dall’interiorità emozionale. Alcuni quadri si caratterizzano per lo sviluppo su un piano orizzontale mentre altri si slanciano in una verticalità soave e leggiadra che cattura lo spirito. La tecnica utilizzata è l’acrilico su tela, in taluni casi le pennellate sovrapposte creano un’intensità materica che diviene tattile. Le tinte si compenetrano dando vita a forme astratte in cui la fantasia ricerca elementi noti che riconducono alla natura. Nell’immaginario le pennellate si condensano in quieti paesaggi indefiniti, in cui l’osservatore è libero di cogliere e di interpretare. Un eco ancestrale emerge e satura lo spazio. La brezza dipinta inebria l’aria, tocchi fitti di colore divengono foglie che si muovono. I tratti viola riportano nell’intimo il profumo del glicine. La serie “Oltre” catalizza lo sguardo che si disperde su un orizzonte lontano.” (Paola Simona Tesio)

 

“Grandi, spesse, piene pennellate di colore corposo, quasi strisce che prendono possesso della tela e catturano la vista; pochi essenziali colori importanti, verde su giallo, con tocchi di rosso o di blù, e ampi frammenti di bianco che affiorano e riconquistano lo spazio.

Il verde predomina sulle tele di Moja, simbolo del suo amore per la natura, un verde accompagnato da macchie accese, ora di giallo, ora di blù, ora di azzurro cielo, quale ampio ‘momento di respiro’.” (Serena Oggero)

 

“La figurazione nei dipinti di Moja è un racconto evanescente della natura. I graffiti man mano si scindono, fino a penetrare essi stessi in un mondo pittorico dove il segno si dirime in pura alienazione e tutto lo spazio si abbiglia di un unico timbro spirituale. Il soffio incandescente di una ricerca senza sosta, volta a sovrapporre i piani senza distinzione di onirismo e realtà.”

(Maria Grazia Spadaro)

 

“Tele che raccontano di luoghi lontani, atmosfere irreali e chimeriche, attraverso un'esplosione di colori dominanti, di contrasti solo apparenti tra rosso e giallo, tra diverse tonalità di blu. Paesaggi che della realtà catturano solamente la suggestione. Moja è soprattutto emozione, viaggio nell'immaginario.”   (Paola Meinardi)

 

"Una pittura fresca, capace di spaziare nel tempo sempre con sensibilità, e un gioco attento di luci e proporzioni." (Edoardo Fortini) 

 

"Nella tematica che vorrei definire "poetica", l'artista compone una sottile armonia di sintesi che avvince l'esteriore con l'intrinseco, il reale con l'essenziale, il contingente con il simbolico." (Emilio Atti)

 

"Moja colpisce e sorprende con l'evoluzione della sua creatività. La sua straordinaria visione dell'essenza riesce a catturare l'energia della natura."  (Fulvio Grosso)

 

“L’opera (Oltre 13) colpisce per la prepotenza delle venature di colore che la caratterizzano. Non sono semplici pennellate in orizzontale, sono bensì tracciati di un percorso pittorico piuttosto travagliato e composito che esprime stati d’animo, tensioni, fervori, contrasti e appagamenti. I colori accostati in successione o sovrapposti in sintonia ma anche fusi tra loro in singolari trasparenze, creano una magica suggestione. Al di sopra divampa un cielo stupefatto dove traspare un ipotetico arcobaleno. Il dipinto non solo produce sensazioni, ma accende autentiche emozioni.” (Emilio Atti)