La
pittura di Maria Rosa Giovenale, in arte Moja, artista di Alpignano,
si basa sull'immaginazione che sostituisce il ricordo, è capace di
associare la figurazione all'astrattismo, in un gioco evocativo che
richiama alla memoria ricordi sfocati di un paesaggio piuttosto
immaginario, all'interno di un legame tra realtà e fantasia.
Dopo
le lezioni di pittura frequentate da adolescente, Maria Rosa
Giovenale ha praticato l'arte nei laboratori di disegno e di
modellaggio delle scuole elementari, dove esercitava la professione
di maestra. Da circa otto anni ha ripreso l'attività pittorica
eseguendo le prime sanguigne e proseguendo poi con gli acrilici.
"Ho seguito laboratori di modellaggio e creta - racconta -
prima di approdare all'atelier del Maestro Antonio Carena, a Rivoli,
che da cinque anni mi dà lezioni. Ho realizzato la mia prima
personale nel 2000 al Castello di Moncrivello, con opere
prevalentemente figurative, sanguigne e lavori ad olio raffiguranti
animali e figure femminili, di cui cerco di cogliere l'estrema
eleganza formale, la sensualità e lo spessore emotivo. Sono poi
seguite diverse personali: a Torino, come alla Grotta di Merlino; a
Rivoli, per "Vetrine d'Artista"; ad Alpignano e diverse
collettive, a Narzole, Cherasco, alla Sala delle Arti di Collegno, a
"Pittori in Piazza" di Rivoli, alla Villa Tesoriera di
Torino. L'ultima personale è stata presso lo Spazio Culturale
Alberghina a Torino, in occasione della mostra intitolata
"Natura Viva", dove ho esposto opere suddivise in due
sezioni: la prima era tutta dedicata a paesaggi di tipo
post-impressionista, la seconda a visioni più materiche,
informali."
Ultimamente la pittrice ha proposto nella mostra
intitolata "Segni" al Cenacolo Casorati una piastrella dal
titolo "Natura Viva".
La
sua pittura si rivela fresca, capace di spaziare dai pastelli agli
acrilici, agli olii, ai lavori su carta, stoffa e vetro, in un gioco
sempre molto attento alla luce e alla proporzione.
Sabato
28 maggio Moja ha partecipato alla manifestazione artistica
"Profumo di Cultura", promossa ad Alpignano dalla
Associazione Centro Storico, sotto la supervisione dello scrittore
Franco Nervo. Ha presentato una ventina di piastrelle e sette
acrilici; il soggetto era basato prevalentemente su paesaggi.
Lunedì 13 giugno scorso, al Circolo della Stampa di Torino, è
stato presentato il volume di poesie di Caroli e Schenone, dal
titolo "La forma dei sogni", contenente diverse
illustrazioni, tra cui una di Giacomo Soffiantino e una di Moja dal
titolo "Essenza".
Moja
è un nome d'arte, che è in realtà l'appellativo che l'artista
dava a se stessa nell'infanzia e che ha poi scoperto che, in
maghrebino, significa "risacca". Tra le opere realizzate
da Moja quella intitolata "Caduta libera" ha vinto il
Premio Nazionale Rosso alla 40esima "Mostra Nazionale di
Pittura Contemporanea" di Santhià e viene esposta quest'anno
nella collettiva di fine giugno alla "Promotrice delle
Belle Arti". Moja ha anche illustrato tre volumi scritti dal
marito Franco Nervo, sulla saga arturiana ispirata al Laboratorio
Musicale del Graal, iniziata con "La Porta di Samain" e
proseguita con "Le Rune di Mygradyn", per cui ha dipinto
"Yucatan". Da poco è stato presentato il terzo volume
della serie, intitolato "L'Ombra del Graal", con l'omonimo
disegno in copertina.
Moja,
che con i suoi dipinti cattura l'energia della natura, usa pochi
essenziali colori importanti, come il verde, il giallo, con tocchi
di rosso e di blù, con ampi frammenti di bianco che riconquistano
lo spazio. Nelle sue tele a predominare è il verde, simbolo del suo
amore per la natura, accompagnato da accese macchie, ora di blù,
ora di azzurro cielo, ora di giallo, all'interno di
un'interpretazione poetica del reale.
(Lara
Lotti - Arte & dintorni 30/06/2005)